martedì 30 agosto 2011

P.Giuseppe Lando..95 !


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Matrimonio Condello - Sorrenti


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Matrimonio Condello - Sorrenti


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Matrimonio Condello - Sorrenti


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La sposa accompagnata dal fratello


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scene da un matrimonio


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Donne...


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martedì 23 agosto 2011

"scorciulia a vajaneda !"


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Gli sposi sfilano per le vie del paese


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Il fratello che accompagna la sposa


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Condello brothers


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The smokers...


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La mitica Fiat 1100...


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Prima Comunione


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messignadesi in the world


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Messignadesi, in the world...


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Messignadesi in the world...


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Messignadesi, in the world...


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mercoledì 17 agosto 2011

commento di Orazio Filippelli

Non so se i messignadesi saranno in grado di poter comprendere la singolarità di avere un santo patrono così importante in Cielo come lo fu in terra. Tuttavia posso dire questo: Dio dona la sapienza agli umili. E di umili a Messignadi ve ne sono, sebbene non molti: umili di cuore intendo e non di estrazione. Costoro sarebbero sufficienti a dimostrare che Messignadi, sin dalle origini nobile, non ha nulla da invidiare ai paesi vicini che nel tempo la depredarono e ne infangarono il nome certamente per invidia. Non a caso san Vincenzo ha voluto dare un segno alla nostra gente nei secoli, sorgendo intatto da quelle rovine antiche del convento domenicano. Così, infatti, auspico che debba sorgere Messignadi, come san Vincenzo Ferreri: intatta nella sua dignità e nobiltà storica.
Era il 1867, quando i messignadesi, nel tentativo di scrollarsi dalla sudditanza a Oppido, vennero bollati con un etichetta assai vergognosa dall'allora sottointendente da Palmi e poi da Reggio, inviati dal governo a valutare se sussistevano le condizioni per cui Messignadi poteva divenire comune autonomo. I "buoni motivi" erano questi (dai "Quaderni mamertini" n°9 pag.12, di R. Liberti):" ... all'infuori di cinque o sei piccoli proprietari e così detti mezzi galantuomini che sanno sufficientemente leggere e scrivere il resto degli individui non è che un aggregato di volgare gentame esclusivamente addetto alle colture delle campagne, idiota, e fuori di ogni civilizzazione e se pur tra questa massa si trovassero taluni scribenti non si può certamente dire che costoro sappiano leggere e scrivere, ma semplicemente imprimere i caratteri dell'alfabeto".
Messignadi non è questo e lo sanno bene i messignadesi. Ma il torpore che li sovrasta è grande. Svegliati Messignadi, il tempo del tuo sonno deve finire. Quale migliore riscatto può venire dal seguire le parole di san Vincenzo? "Timete Deum et date Illi onorem". Se faremo questo tutto il resto sarà dato in sovrappiù.
Viva san Vincenzo, viva Messignadi.
17 agosto 2011
                                                     Orazio Filippelli