domenica 17 ottobre 2021

Ricordando il compagno Francesco Zimbè

 


RICORDANDO IL COMPAGNO FRANCESCO ZIMBE'

Io Francesco Zagari classe 1937 nel 1950 scelsi di diventare apprendista sarto e così sono andato a fare pratica presso il maestro Giosafatte Reitano (mastro Geso) il quale lavorava in una stanza a piano terra di circa 16 metri quadri in piazza Salvatore Rosa. In questa sartoria ho conosciuto Francesco Zimbè suocero di mastro Geso, egli era un uomo di statura media (circa 170 cm) con i capelli bianchi che aveva la sua scrivania in un lato della stanza dove era stata attivata la camera del lavoro della CGIL. Il suo ideale politico era il Partito Socialista Italiano, uomo di non tanta cultura ma dotato di alto talento e forte carattere col tempo aveva acquistato fiducia all'interno del partito al punto di essere mandato in giro per la piazze della Calabria a fare comizi nei periodi elettorali. I contadini si recavano da lui per chiedergli di difendere i loro diritti davanti ai padroni che non intendevano pagarli a dovere così fu nominato segretario di zona con il compito di organizzare riunioni e assemblee nei vari paesi vicini, io stesso fui nominato da lui segretario amministrativo giovanile.

Nell'anno 1957 organizzò un nucleo di lavoratori agricoli di circa cento persone, questi con più bandiere rosse, una bandiera italiana tricolore e i simboli della falce e martello dopo essersi radunati e cantando “Bandiera rossa” marciarono prima nel paese e poi occuparano il fondo non coltivato “bosco Farone” il cui proprietario era il signor Michele Melico. In quel momento passava di lì Giuseppe Cartellare, contadino e maestro suonatore di zampogna che con il suo strumento musicale allietava le feste natalizie, questo osservando quanto stava accadendo cominciò a comporre questa caratteristica filastrocca: “Con Zimbè capotesta Messignadi era in festa, con grido e con rumore andiamo a occupare il bosco Farone, mastro Paolo felice e ardente non tira più spago con i denti, Cicco Surace tutto incanito vuole a parte del castanito, Masi Caia tutto contento prendi la parte del parmento risponde Mico di Leo questa parte la voglio ieo. Interviene Rocco Canale le parti si fanno tutti uguale...”

Francesco Zimbè uomo di grande tenacia continua la sua lotta politica a favore dei lavoratori, accetta qualunque sfida in primo piano sacerdoti ed esponenti dei ceti alti, è stato definito per la sua parlantina la lingua di San Paolo. Non venne mai candidato nelle liste politiche, nella sua sezione si contavano ben 120 tesserati ma erano ancora paurosi che i socialcomunisti si mangiassero i bambini. Nelle elezioni governative risultarono solo 14 voti e lui con grande grinta invitò i suoi compagni nella sezione a festeggiare (a differenza dei vittoriosi democratici cristiani) e qui si prese la sua rivincita: visto che a quel festeggiamento arrivarono tantissime persone in più rispetto ai 14 elettori nel meglio della serata spense la luce all'improvviso e mandò tutti a casa a colpi di bastone. Non si arrese mai, lottò con passione per i suoi ideali fino agli ultimi giorni della sua vita. Il funerale di Francesco Zimbè fu allietato da canti e bandiere rosse e vi parteciparono diversi politici provinciali che fecero discorsi d'elogio dei suoi grandi meriti.

Ciò che vi ho appena raccontato è solo una minima parte, ci sarebbero ancora moltissime cose da dire su quest'uomo straordinario.

FRANCESCO ZAGARI

(ha collaborato Mirko Tucci)

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