RICORDANDO IL COMPAGNO FRANCESCO ZIMBE'
Io Francesco Zagari classe 1937 nel
1950 scelsi di diventare apprendista sarto e così sono andato a fare
pratica presso il maestro Giosafatte Reitano (mastro Geso) il quale
lavorava in una stanza a piano terra di circa 16 metri quadri in
piazza Salvatore Rosa. In
questa sartoria ho conosciuto Francesco Zimbè suocero di mastro
Geso, egli era un uomo di statura media (circa 170 cm) con i capelli
bianchi che aveva la sua scrivania in un lato della stanza dove era
stata attivata la camera del lavoro della CGIL. Il suo ideale
politico era il Partito Socialista Italiano, uomo di non tanta
cultura ma dotato di alto talento e forte carattere col tempo aveva
acquistato fiducia all'interno del partito al punto di essere mandato
in giro per la piazze della Calabria a fare comizi nei periodi
elettorali. I contadini si recavano da lui per chiedergli di
difendere i loro diritti davanti ai padroni che non intendevano
pagarli a dovere così fu nominato segretario di zona con il compito
di organizzare riunioni e assemblee nei vari paesi vicini, io stesso
fui nominato da lui segretario amministrativo giovanile.
Nell'anno 1957 organizzò un nucleo di lavoratori agricoli di circa
cento persone, questi con più bandiere rosse, una bandiera italiana
tricolore e i simboli della falce e martello dopo essersi radunati e
cantando “Bandiera rossa” marciarono prima nel paese e poi
occuparano il fondo non coltivato “bosco Farone” il cui
proprietario era il signor Michele Melico. In quel momento passava di
lì Giuseppe Cartellare, contadino e maestro suonatore di zampogna
che con il suo strumento musicale allietava le feste natalizie,
questo osservando quanto stava accadendo cominciò a comporre questa
caratteristica filastrocca: “Con Zimbè capotesta Messignadi era in
festa, con grido e con rumore andiamo a occupare il bosco Farone,
mastro Paolo felice e ardente non tira più spago con i denti, Cicco
Surace tutto incanito vuole a parte del castanito, Masi Caia tutto
contento prendi la parte del parmento risponde Mico di Leo questa
parte la voglio ieo. Interviene Rocco Canale le parti si fanno tutti
uguale...”
Francesco Zimbè uomo di grande tenacia continua la sua lotta
politica a favore dei lavoratori, accetta qualunque sfida in primo
piano sacerdoti ed esponenti dei ceti alti, è stato definito per la
sua parlantina la lingua di San Paolo. Non venne mai candidato nelle
liste politiche, nella sua sezione si contavano ben 120 tesserati ma
erano ancora paurosi che i socialcomunisti si mangiassero i bambini.
Nelle elezioni governative risultarono solo 14 voti e lui con grande
grinta invitò i suoi compagni nella sezione a festeggiare (a
differenza dei vittoriosi democratici cristiani) e qui si prese la
sua rivincita: visto che a quel festeggiamento arrivarono tantissime
persone in più rispetto ai 14 elettori nel meglio della serata
spense la luce all'improvviso e mandò tutti a casa a colpi di
bastone. Non si arrese mai, lottò con passione per i suoi ideali
fino agli ultimi giorni della sua vita. Il funerale di Francesco Zimbè fu allietato
da canti e bandiere rosse e vi parteciparono diversi politici
provinciali che fecero discorsi d'elogio dei suoi grandi meriti.
Ciò che vi ho appena raccontato è solo una minima parte, ci
sarebbero ancora moltissime cose da dire su quest'uomo straordinario.
FRANCESCO ZAGARI
(ha collaborato Mirko Tucci)