martedì 16 febbraio 2016

PIETROSA di Maria Daniela Timpani


L'ASSOCIAZIONE ARTISTICO-CULTURALE AMICI DI ERMELINDA OLIVA ORGANIZZATRICE DEL VII CONCORSO DI POESIA "GIUSEPPE GRASSI DE JOANNON" HA ASSEGNATO IL PRIMO PREMIO-SEZIONE ADULTI A MARIA DANIELA TIMPANI AUTRICE DELLA POESIA "PIETROSA". Palmi, 6 giugno 2015
PIETROSA (di Maria Daniela Timpani)
Tra gli arbusti sempreverdi del ginepro
ed i fiori bianchi e freschi del sambuco
si ravviva,col tramonto,l'orizzonte
e la costa,alta verde e frastagliata.
Sembra quasi di vedere qualche luce
tra quei ruderi di casa abbandonata
che incurante,s'erge fiera e silenziosa
custodendo il suo passato travagliato.
Sembra quasi di sentire qualche voce
che s'insinua tra quel vento,mai sopìto
che racconta,sibilando mestamente
l'innocenza d'una bimba incuriosita.
Che correva,senza sosta,su quel prato
tra gli arbusti sempreverdi del ginepro
una sera,come tante,di un' estate,
profumata da quei fiori di sambuco.

lunedì 15 febbraio 2016

Bambini sorridenti in gruppo


Note biografiche su Don Carmelo Caruso


Don Carmelo Bruno Caruso nacque a Molochio nel 1916 ed entrò nel Seminario di Oppido Mamertina nel 1930. Completò gli studi nel Seminario Regionale di Catanzaro. Nel 1946 ebbe il suo primo incarico pastorale come coadiutore del Protopapa di Santa Cristina d’Aspromonte, al quale successe come economo-curato titolare. Nell’ottobre del 1952 venne nominato parroco di Messignadi ed il suo ingresso nella nuova sede avvenne il 25 dello stesso mese. Il trasferimento di sede provocò lunghe e vivaci proteste nella comunità di Santa Cristina, soprattutto fra i giovani ed i ragazzi. Da subito don Caruso puntò sui giovani organizzandoli nell’Azione Cattolica e coinvolgendoli in iniziative sociali e culturali. Comprese perfettamente che gli amministratori locali, nonostante la loro buona volontà, non erano in grado da soli di risolvere i gravi ed annosi problemi del paese. Ed allora, accanto al suo impegno spirituale, dovette svolgere una attività di presenza ”politica” estremamente utile e produttiva. Si deve a lui la costruzione dell’asilo infantile, che con l’arrivo delle Suore nel 1958, divenne punto di aggregazione per le giovani generazioni. Don Caruso realizzò una prima casa parrocchiale sopraelevando la sacrestia e successivamente una più ampia e confortevole dimora, nella quale trovavano spazio tante iniziative e, soprattutto, era un punto di riferimento dei giovani. Occorre, però, aggiungere che patrocinò tutte le iniziative utili al paese, esponendosi in prima persona ed andando a bussare alle porte dei “potenti” del tempo. Questo impegno mai lo distrasse dal contatto, diretto e costante, con i suoi parrocchiani, i quali in lui vedevano non solo il padre spirituale, ma anche il padre attento ai bisogni dei singoli e della collettività. Fu così per quarant’anni. Quando, nel 1993 dovette, stremato da grave malattia, lasciare la guida della parrocchia, si ritirò nella natia Molochio, dove concluse la sua vita terrena il 20 agosto del 1994.  

FILIPPO TUCCI