Filippo
Tucci credeva in noi. Credeva nel paese, nei giovani che lo popolano. Ha
amato Messignadi e si è speso per esso valorizzandolo come solo lui
sapeva fare: col suo modo un po' poetico e ridondante dava voce e
sfogo ai suoi pensieri e poi li regalava a noi. Lo definisco un uomo
di cultura non perché abbia studiato e, sebbene la cultura proviene
principalmente dallo studio, esso da solo non basta. La cultura ha
sete di cultura, la cultura traspare dagli occhi. Quegli occhi che
principalmente hanno voglia di sapere, conoscere, provocare e
rallegrare gli animi. Non è forse la descrizione perfetta di
quest'uomo. Il Sig.re Filippo Tucci rappresentava tutto questo. Col suo
blog voleva lasciare un segno, il segno del suo amore e affetto per il
paese. Ad ognuno di noi credo abbia lasciato qualcosa e il suo ricordo
vivrà sempre tra la gente che lo ha conosciuto e rispettato. Lui ha
amato Messignadi nella sua semplicità senza volerlo stravolgere.
Lassù continuerà certamente a farlo. Domani ricordiamoci di lui. P.s.: fallo girare, sarà il nostro piccolo modo per ringraziarlo.
“Buona notte Italia, buona notte Calabria”. Era stato questo uno degli ultimi saluti che Filippo Tucci aveva rivolto alla sua terra, alla sua gente condividendo una bellissima fotografia notturna della Calabria vista dal satellite. Quasi il presentimento che presto avrebbe visto quell'insolito panorama proprio dal cielo. Da qualche giorno, stroncato da un infarto, lo scrittore di Messignadi non c'è più. Grande uomo di pensiero e di azione, che dei libri ne aveva fatto la sua grande passione, ha lasciato tutti attoniti e sconsolati. Un paese intero lo piange per aver perso la sua forza e la fonte ispiratrice contro l'isolamento e per la valorizzazione storica e culturale del suo territorio. “Messignadi nel tempo” era stato, infatti, il blog realizzato per la sua gente e per portare nel mondo la voce del paese che gli aveva dato i natali nel 1941. Dopo una lunga esperienza politica e sindacale tra Sondrio e Como, dove è stato anche assessore al turismo nel “Triangolo Lariano” e candidato alle elezioni provinciali nelle file del Partito socialista democratico di Giuseppe Saragat - suo amico personale -, nel 1994 Tucci era ritornato in Calabria, e precisamente a Reggio, dove si è potuto dedicare alla ricerca storica e culturale con una lunga produzione di saggi e articoli. Nel 1967, appena 26enne insieme ad altri giovani comaschi, dopo aver visitato il lager nazista di Mauthausen aveva contribuito a scrivere il libro “Viaggio all'Inferno” recensito da diversi giornali a tiratura nazionale. Ora Filippo Tucci, dopo aver visto l'Inferno sulla terra, siamo sicuri che avrà visto il Paradiso nel cielo.
GIORGIO METASTASIO








