sabato 7 marzo 2015

Messignadi ha perso il suo cantore Filippo Tucci (da Riviera Web del 7/3/2015)

Messignadi ha perso il suo cantore Filippo Tucci







Sab, 07/03/2015 - 16:07
“Buona notte Italia, buona notte Calabria”. Era stato questo uno degli ultimi saluti che Filippo Tucci aveva rivolto alla sua terra, alla sua gente condividendo una bellissima fotografia notturna della Calabria vista dal satellite. Quasi il presentimento che presto avrebbe visto quell'insolito panorama proprio dal cielo. Da qualche giorno, stroncato da un infarto, lo scrittore di Messignadi non c'è più. Grande uomo di pensiero e di azione, che dei libri ne aveva fatto la sua grande passione, ha lasciato tutti attoniti e sconsolati. Un paese intero lo piange per aver perso la sua forza e la fonte ispiratrice contro l'isolamento e per la valorizzazione storica e culturale del suo territorio. “Messignadi nel tempo” era stato, infatti, il blog realizzato per la sua gente e per portare nel mondo la voce del paese che gli aveva dato i natali nel 1941. Dopo una lunga esperienza politica e sindacale tra Sondrio e Como, dove è stato anche assessore al turismo nel “Triangolo Lariano” e candidato alle elezioni provinciali nelle file del Partito socialista democratico di Giuseppe Saragat - suo amico personale -, nel 1994 Tucci era ritornato in Calabria, e precisamente a Reggio, dove si è potuto dedicare alla ricerca storica e culturale con una lunga produzione di saggi e articoli. Nel 1967, appena 26enne insieme ad altri giovani comaschi, dopo aver visitato il lager nazista di Mauthausen aveva contribuito a scrivere il libro “Viaggio all'Inferno” recensito da diversi giornali a tiratura nazionale. Ora Filippo Tucci, dopo aver visto l'Inferno sulla terra, siamo sicuri che avrà visto il Paradiso nel cielo.
GIORGIO METASTASIO

Grazie a te, Messignadi nel tempo per sempre. Ciao Filippo Tucci!


sabato 20 dicembre 2014

Novena di Natale 2014 (di Filippo Tucci)


La sveglia suona alle 5,30. E’ un dolce risveglio, accompagnato dalla musica della cornamusa che gira per il paese ad annunciare la Messa della Novena di Natale. Sono le sei del mattino di una fredda alba dicembrina, quando  varco il portone della Chiesa. Tanta gente, tanti giovani, tanti ragazzi. Sono sorpreso da così numerosa partecipazione. Dopo tanti anni don Antonello, il parroco attuale, ha voluto assecondare la richiesta dei Messignadesi di ripristinare la Messa alle sei del mattino e la comunità ha risposto con grande entusiasmo. Ho desiderato e voluto esserci, per una volta almeno, perché il Natale non è solo la festa dei bambini, ma anche di quanti si sentono,  nonostante l’età,  bambini nel cuore e nell’anima.  Alle prime note di “Tu scendi dalle stelle”, che l’orchestrina (guidata da Peppe Barbaro) esegue dall’altare maggiore, sento irrefrenabile un nodo di commozione e il pensiero va indietro a tempi lontani, quando mia nonna Giulia mi buttava dal letto per portarmi con sé in Chiesa (“Veni, levati, sennò u Bombinedu non ti porta nenti”). Non è cambiato molto da allora, il Natale a Messignadi. L’orchestrina che gira per il paese, l’odore dell’incenso e della cera delle candele, le stesse liturgie, la medesima ansia dell’Attesa.  A guardar bene, non sono cambiati neanche i volti delle persone. Sì perché nella nostra piccola comunità, dove tutti ci conosciamo da sempre, non è difficile risalire dai lineamenti delle persone al loro ceppo familiare. Per questo molti dei volti dei presenti alla Messa, richiamano alla mente i loro genitori, i loro nonni, i loro bisnonni. Anche questa è la magia legata a questa festa: rivivere il Natale insieme a coloro che ci hanno preceduto, anelli  – noi come loro – di un’unica indissolubile catena.                                                                                                                     

P. S. – A pensarci bene una differenza c’è. Noi, dopo la Messa, siamo andati al bar a prendere il cappuccino con la brioche alla Nutella, loro (i nostri vecchi) andavano, invece, direttamente a lavorare in campagna.     

FILIPPO TUCCI

Vincenzo Condello e Immacolata Camera


Gruppo di famiglia in un esterno


venerdì 21 novembre 2014

La nostra centenaria Maria Grillo se n'è andata

Conobbi la signora Maria, una mattina di una domenica d’estate di qualche anno fa. Ero, come sempre, alla ricerca di persone che mi potessero aiutare a ricostruire qualche aspetto particolare di fatti o personaggi di questo piccolo paese. Allora aveva già superato i 95 anni ed abitava in una casa nella piazza della Chiesa Vecchia (i messignadesi rifiutano le “logiche” della burocrazia comunale e continuano a chiamarla così). Viveva da sola perché – come diceva lei – non voleva dare “sconzu a nudu”, anche se i familiari sarebbero stati  ben felici di accoglierla in casa loro ed  accudirla. Mi è sembrato di cogliere  nelle sue parole un senso di orgoglio, tipico delle persone  che hanno badato  non solo a se stesse, ma anche agli altri, e il convincimento che la vita è tale finchè si è sufficientemente autonomi. Rimasi sorpreso dalla lucidità dei suoi ragionamenti e dalla sua incredibile memoria. Ad ogni mia domanda rispondeva, snocciolandomi nomi, cognomi, soprannomi, attività, ecc. Insomma una miniera di informazioni. Dopo la chiacchierata, chiedendomi scusa, mi disse che doveva prepararsi  per andare a Messa e, comunque di ritornare quando lo avessi voluto. La incontrai diverse volte, anche se – devo confessarlo – la guardavo ammirato quando passava per le strade di Messignadi dritta, veloce e sicura e soprattutto riconoscendo e salutando le persone che  incrociava. Cara signora Maria, cento anni di lavoro duro e faticoso, insieme alla gioia (anch’essa faticosa) di aver allevato, i figli e accudito nipoti e pronipoti alla fine meritano il giusto riposo e  la riconoscenza, che ora è possibile coltivare solo nel ricordo.

FILIPPO TUCCI